Ravenna. Cantiere archeologico aperto in Viale Farini
Il Gruppo Ravennate Archeologico nelle giornate di venerdì 7, sabato 8 e domenica 9 settembre (dalle ore 08,30 alle 12,00 e dalle 14,00 alle 17,00) ha svolto le operazioni di scavo archeologico del pozzo di possibile datazione età romana in Viale Farini (RA). L’attività di scavo archeologico è stata richiesta ed è stata diretta dalla Soprintendenza Archeologica Emilia Romagna e realizzata grazie alla disponibilità e al contributo di HERA S.p.A.
Il manufatto in mattoni è stato scoperto durante i lavori di realizzazione della nuova rete gas da parte del Gruppo Hera SpA. La parte superiore della struttura si trova ad oltre un metro dal piano stradale e dato che storicamente non esistono tracce di possibili costruzioni in zona da almeno alcuni secoli, è verosimile possa trattarsi di un pozzo molto antico, mai intercettato perché coperto dal piano stradale per centinaia di anni. Nel caso si trattasse di un pozzo o di una cisterna molto antica, con probabile restauro della parte superiore della camicia, permetterebbe di ampliare numerosi elementi conoscitivi del sottosuolo cittadino.
Grazie al contributo di Hera il cantiere è stato recintato e coperto sui tre lati della strada, mentre il lato lungo il marciapiede è rimasto recintato ma visibile per il pubblico. Il GRA è intervenuto con proprie strutture per lo scavo, gli operatori si sono calati dentro il pozzo per svuotarlo completamente e recuperare tutto il materiale presente, è stata realizzata la setacciatura degli eventuali reperti presenti, catalogati e consegnati alla Soprintendenza. L’intervento di scavo non è assolutamente invasivo in quanto gli operatori sono scesi (in sicurezza) dentro la camicia del pozzo per effettuarne lo svuotamento e recupero di tutti i possibili materiali presenti, restituendo il pozzo originario.
All’attività giornaliera di scavo del GRA hanno partecipato oltre 10 volontari con compiti ed impegni specifici, oltre al personale della Soprintendenza ed archeologi. I cittadini interessati, invece, hanno potuto approfittare dell’occasione per vedere lo scavo, gli operatori al lavoro, la setacciatura in presa diretta, richiedere informazioni e notizie. L’attività promossa e condotta dai volontari del gruppo Ravennate Archeologico, è possibile grazie all’autorizzazione ed alla Direzione della Soprintendenza Archeologica dell’Emilia-Romagna, alla disponibilità della Fondazione RavennAntica e della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, al contributo di Hera spa.
Potreste trovare interessanti anche questi articoli: