Pompei: primi risultati dello scavo americano

Pompei, casa del Citarista

Da qualche anno gli esperti dell’Università americana di Cincinnati guidati da Amanda Pavlick stanno concentrando le loro indagini archeologiche sull’isolato più prossimo a Porta Stabia, la porta urbica più antica dell’area archeologica di Pompei.

I risultati conseguiti sono molto importanti e fanno luce su uno degli assi viari più importanti della città, lungo il quale si trovavano domus importanti come la Casa del Citarista ed edifici pubblici di grande rilievo come i Teatri. Senza dimenticare il gran numero di alberghi, botteghe e depositi di materiale da costruzione.

Da Porta Stabia in tanti cercarono la fuga durante i momenti drammatici dell’eruzione vesuviana del 79 d. C. e, infatti, non molti anni fa, sempre scavi americani, riuscirono a individuare un gruppo di fuggiaschi composto da cinque persone lungo la strada che, fuori dalle mura pompeiane, conduceva a Stabiae. Oltre al gruppo dei fuggiaschi, il più numeroso dopo di quello dell’Orto dei Fuggiaschi e della Casa di Polibio, furono ritrovate anche delle tombe. Furono ritrovate anche tracce fossili di un albero risalente al V sec. a. C.

Più di recente gli scavi hanno portato alla luce un pozzo, proprio nei pressi della Porta. Il pozzo, in origine, doveva servire alla raccolta pubblica dell’acqua. Dopo la costruzione dell’acquedotto del Serino in età augustea, il pozzo perse la sua funzione e fu utilizzato da una delle case adiacenti per un uso strettamente privato. Altro ritrovamento indicativo è quello di un forno per la produzione di ceramica ricavato all’interno di una bottega che fungeva anche da abitazione.

Lo scavo ha restituito materiale in ceramica, in ferro oltre a monete. Un forno per la cottura del pane è invece stato rinvenuto nei pressi di un cortile pavimentato in pietra lavica nelle cui vicinanze vi era anche una stalla. Una scoperta particolare riguarda, però, quella fatta all’interno di una domus. Sotto le fondamenta, i pompeiani avevano ritrovato un’antica colata di lava vulcanica, basti pensare che il pianoro su cui sorge Pompei è frutto di un’eruzione, e pensarono bene di usare la pietra per costruire la loro abitazione.

Lungo la Via di Stabia si trovavano in antico anche molte officine dedite alla produzione di garum, gli scavi hanno rivelato, infatti, la presenza di due officine a pochi metri l’una dall’altra. Durante il regno di Augusto, però, furono costrette a chiudere per la concorrenza proveniente dalla produzione spagnola favorita dall’imperatore. Così le antiche officine si trasformarono in osterie e locande.

La scelta fu la più appropriata visto che attraverso Porta Stabia entravano in città le merci scaricate fuori le mura dai carri e trasportate all’interno su dorsi di asini o muli che risalivano la strada in forte pendenza anche se tra la fine della repubblica e gli inizi dell’impero fu costruito un piccolo ponte proprio per ovviare a questa difficoltà. I mercanti e chiunque avesse avuto bisogno di riposo, trovavano così luoghi adatti per accoglierli.

Scritto da il 31 luglio 2012. Tematica: scavi.

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