Ercolano. Recuperato il tetto in legno della Casa del Rilievo di Telefo

Ercolano. Recuperato il tetto in legno della Casa del Rilievo di Telefo

A Ercolano, dal 2009, la zona dell’antica marina, mai indagata prima, è interessata da scavi archeologici finanziati dal Packard Humanities Institute di David W. Packard, ricco mecenate americano. I lavori di scavo ma anche quelli di documentazione, di conservazione e di restauro, rientrano nell’ambito dell’Herculaneum Conservation Project con la supervisione scientifica di Maria Paola Guidobaldi.

Durante le operazioni di drenaggio delle acque piovane e sorgive che altrimenti creerebbero problemi all’antico sito, gli archeologi si sono trovati davanti a un ritrovamento veramente eccezionale. Perfettamente conservati e inglobati nel fango dell’eruzione del 79 d.C., sono tornati alla luce degli elementi lignei: travi ma anche tegole e tufelli. Tutti gli elementi permettono dunque di pensare che fossero pertinenti a una copertura di una domus, un tetto, i cui 30 metri quadri constuiscono un unicum in campo archeologico.

Secondo gli studiosi, il tetto, strappato dalla furia del Vesuvio, faceva parte della Casa del Rilievo di Telefo, per la precisione ricopriva un ricco salone decorato da marmi. Il ritrovamento di elementi lignei dipinti in rosso e azzurro, oltre a parti di un cassetto nato decorato anche in oro puro, fa pensare che il soffitto fosse speculare al pavimento marmoreo del salone.  C’è di più: sono anche visibili i vari segni della lavorazione e degli incastri che vanno a realizzare complesse strutture geometriche.

La Casa del Rilievo di Telefo prende il nome da un rilievo di marmo, che in origine doveva essere colorato, rinvenuto in uno dei saloni della casa ma che oggi è esposto in copia nell’atrio. Il rilievo, attaccato alla parete, rappresenta Telefo, figlio di Ercole, guarito da Achille che gli aveva procurato la ferita con la sua lancia. Un oracolo aveva prescritto che solo l’eroe greco poteva guarire Telefo. Nel rilievo sono rappresentate sia la scena dell’oracolo sia quella della guarigione. Questa domus in realtà, inizialmente, doveva far parte di un unico grande complesso architettonico insieme con la Casa della Gemma e con la Casa di M. Pilius Primigenius Granianus e, come vera e propria villa urbana, doveva appartenere al cittadino più illustre di Ercolano: Marco Nonio Balbo. La divisione in tre nuclei abitativi distinti deve farsi risalire alle ultime fasi di vita della città.

I reperti sono stati quindi rimossi, ripuliti e schedati anche in digitale per riproduzioni in scala utili a una possibile ricostruzione del tetto. La ricca copertura ercolanese sarà poi esposta al British Museum di Londra nel 2013, nell’ambito di una mostra dedicata all’archeologia dell’area vesuviana.

Scritto da il 22 luglio 2012. Tematica: restauri.

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