Pompei. Il nuovo piano di salvataggio con fondi europei

Si parte restaurando cinque importanti domus e grazie alle indagini idrogeologiche verranno recuperate le Regiones più a rischio e le strutture ivi ubicate. Inizia così la rinascita dell’area archeologica di Pompei, uno dei più importanti siti al mondo. Il piano, presentato a Napoli dal Presidente del Consiglio Mario Monti, prevede che in tre anni siano portate a nuova vita la casa delle Pareti Rosse e quella dei Dioscuri, la domus di Sirico e quella del Marinaio, oltre alla casa del Criptoportico. Il Grande Progetto Pompei verrà finanziato con centocinque milioni di euro, derivanti dai fondi Fesr e nazionali e destinati alla manutenzione e alla messa in sicurezza dei quarantaquattro ettari di scavi archeologici della provincia di Napoli.

In programma ci sono rilievi, consolidamento di opere progettate o da progettare, telesorveglianza, sicurezza, adattamento dei servizi per i turisti e consolidamento della struttura tecnologica e organizzativa della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei. Questi i principi ispiratori del nuovo volto che entro il 2015 sarà dato a Pompei, patrimonio dell’Umanità Unesco che attira in media oltre 2 milioni di visitatori all’anno.

Ubicate nelle Regiones 1, 6, 7 e 8, i cinque edifici oggetto dei bandi indetti dalla Soprintendenza e in scadenza il 24 aprile 2012 saranno il primo passo del nuova vita di questo sito archeologico, involontario protagonista di una lunga serie di crolli intensificatisi tra il 2010 e il 2011. Entro tre anni, le domus riacquisteranno l’aspetto che avevano nel 79 dopo Cristo, quando la violenta eruzione del Vesuvio seppellì Pompei, insieme alle vicine città di Ercolano, Oplontis e Stabiae. Gli interventi più tempestivi e più significativi in termini economici saranno apportati alla domus del Marinaio, ricca di dipinti e protagonista di un crollo di affreschi e intonaci qualche mese fa; alla casa di Sirico e alla suntuosa e vasta casa dei Dioscuri, così chiamata per un affresco situato all’ingresso che raffigura i Dioscuri Polluce e Castore.

Mentre si sta immaginando il nuovo aspetto esteriore e logistico delle cinque case, sono già incominciate le indagini idrologiche, in previsione dei lavori di messa in sicurezza del terrapieno nelle Regiones 3 e 9, alle quali collaboreranno esperti provenienti da tutto il mondo e che interesseranno anche le zone coinvolte nei recenti crolli. E questo è solo l’inizio. Entro la fine del 2012 saranno pubblicati altri bandi, da 10 e da 7 milioni di euro, per la ristrutturazione delle Regiones più a rischio, ed entro il 2015, a conclusione del consolidamento strutturale e della messa in sicurezza delle aree, si procederà al recupero e al restauro di affreschi e mosaici; in questa fase è prevista anche la riapertura di una casa lungo il percorso di visita. Infine, toccherà ad altre sei Regiones (1-5 e 9): nella Regio 3, in via dell’Abbondanza, sono ubicate la Casa del Moralista e la Casa dei Gladiatori, vittime dei crolli avvenuti a venti giorni di distanza nel novembre 2010.

L’ambizioso progetto che porterà alla rinascita del sito archeologico di Pompei si muoverà, quindi, su tre direttrici principali: la riduzione del rischio idrologico della zona, l’ampliamento degli spazi visitabili e l’incremento dei sistemi di vigilanza e di controllo. Molte delle testimonianze e delle vie attualmente chiuse al pubblico rientreranno nei percorsi turistici degli scavi. Oltre al piano presentato, infatti, il ministro Ornaghi ha accennato anche alla possibilità di ulteriori interventi da sovvenzionare con sponsor privati, ma diretti dallo Stato. Se a questo aggiungiamo il progetto proposto da Claudio D’Alessio, sindaco di Pompei, di realizzare, con l’aiuto della Regione Campania, un Parco archeologico tematico e la trasparenza assicurata dal Protocollo di legalità vidimato a Napoli tra Soprintendenza e Prefettura, non resta difficile immaginare il nuovo volto di Pompei.

Scritto da il 8 aprile 2012. Tematica: archeologia romana,restauri.

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