Spagna, Cordoba. Recuperate due state romane del gruppo di Castore e Polluce

Alcuni agenti del corpo della Polizia Nazionale di Jaén hanno recentemente recuperato, a Cordoba, due statue di bronzo di epoca romana (databili al periodo tardo imperiale) che potrebbero far parte del gruppo scultoreo di Castore e Polluce. Le due statue, che sono state valutate per una cifra che si aggira intorno ai sei milioni di euro, che risalgono al I secolo d.C. e che rappresentano due figure maschili, erano occultate in una fattoria a Pedro Abad (frazione del comune di Cordoba) di proprietà di due fratelli il cui intento era quello di tenerle nascoste per poi venderle al mercato nero per la metà circa del loro valore.
Secondo le informazioni diffuse dal commissario della polizia, Daniel Salgado, i fratelli avevano intenzione di venderle a un compratore italiano tramite degli intermediari che lavoravano nella zona di Jaén e di Siviglia, uno dei quali aveva dei precedenti penali per reati similari. La polizia ha deciso di intervenire prima che la compravendita fosse portata a termine, proprio nel momento in cui le due parti stavano già cercando di autentificare le statue preparandone i documenti, quindi poco prima che fossero trafugate. L’operazione si è conclusa positivamente con la detenzione di uno dei due fratelli e l’imputazione di altre due persone, ossia l’altro fratello e uno degli intermediari, con il capo d’accusa di delitto contro il patrimonio storico e tentato contrabbando di beni storici. Secondo la polizia, però, l’operazione non sarebbe ancora conclusa e le indagini sono ancora aperte.
La scoperta da parte degli agenti dello spoglio di un importante giacimento archeologico ad Alcurrucén, un’area occupata da antiche ville e necropoli, risale alla fine di gennaio 2012. Le inchieste che sono seguite hanno permesso agli investigatori di identificare gli intermediari e i complici che avevano intenzione di rivendere i reperti così come i ricettatori che li avrebbero acquistati, e di localizzare il luogo dove le due statue venivano tenute nascoste.
Le statue salvate dai malfattori sono due statue cave di bronzo che rappresentano due persone di sesso maschile completamente nude, alte rispettivamente 1.30 e 1.50 metri, del peso di una trentina di chili e in ottimo stato di conservazione. Quando sono state trovare entrambe le statue presentavano amputazioni di braccia e gambe, a una mancava anche la testa e parte del tronco e all’altra mancavano gli organi genitali. La maggior parte dei pezzi mutilati sono stati recuperati. Secondo un primo comunicato degli archeologi della Delegazione della Cultura della Giunta dell’Andalusia di Cordoba, i reperti risalirebbero all’alto impero romano.
Se gli studiosi dovessero arrivare alla conclusione che si tratta di pezzi indipendenti potrebbero essere la raffigurazione di un Efebo, mentre se si scoprisse che invece fanno parte di un gruppo scultoreo potrebbero appartenere al gruppo Castore e Polluce e quindi avere un valore che si aggira intorno ai sei milioni di Euro, cifra a cui si è giunti prendendo come termine di paragone il prezzo di vendita di un reperto similare realizzata nel 2007 in una casa di aste: in quel caso, una statua di questo tipo era stata battuta per 28 milioni di euro.
Le statue saranno ora trasferite nel Museo di Cordoba, dove si procederà alla loro completa restaurazione. Il capo della polizia di Jaén ha dichiarato che si tratta di autentici tesori storico-culturali dal valore inestimabile, e li ha paragonati all’Efebo di Antequera, considerato forse il più importante reperto di questo tipo, a livello europeo.
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