Trapani. Un progetto per ricostruire il tempio di Selinunte

Ricostruzione in sughero del tempio G realizzata da Paolo Lipari (ph. da selinunte.net)
Durante la visita dello scrittore Massimo Valerio Manfredi, accompagnato dal presidente della Regione Sicilia, al sito archeologico di Selinunte (Trapani) è stato lanciato un prospetto per riedificare il tempio G, distrutto da un terremoto duemilacinquecento anni fa. Lo scrittore, promotore del progetto, ha mostrato un particolare interesse proponendo di studiare, esaminare e verificare la possibilità di ricostruire le colonne del tempio G.
La ripresa dei lavori si inserirebbe in un piano di più ampio respiro che mirerà alla valorizzazione dell’intera area, incluse le vicine Cave di Cusa che nel frattempo sono già state abbellite e stanno aspettando la sponsorizzazione da parte di privati per la realizzazione dell’impianto di illuminazione. A breve verrà realizzato un plastico di come dovrebbe apparire il tempio dopo l’intervento e ne verranno catalogati i pezzi, in vista della giornata di studi che si terrà a ottobre e porterà al confronto di studiosi da tutto il mondo.
Il tempio di Selinunte rappresenta il più grande tempio di epoca arcaica dell’area mediterranea, secondo solo al tempio anatolico di Didime. Sino ad ora gli esami preliminari sono stati finanziati da uno patrocinatore privato che ha già contribuito con 50 mila euro ed è disposto a continuare a sovvenzionare il progetto. Inoltre, la direzione del parco archeologico di Selinunte ha avviato la pratica per chiedere all’UNESCO l’inclusione del sito nel suo patrimonio.
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